Enti Pubblici e Politica Sindacale 

Iren, giovedì la decisione in consiglio comunale su statuto e patti parasociali. Intanto i lavoratori protestano: “No alle privatizzazioni”

Striscione Iren

Giovedì 7 aprile, alle 14 presso il consiglio comunale si terrà un presidio dei lavoratori del Gruppo Iren per dire no alla privatizzazione e per chiedere al Comune di mettere in pratica quanto deciso dallo stesso Consiglio circa la convocazione da parte dell’azienda di un tavolo di trattativa genovese che affronti i problemi del territorio. Intanto questa mattina è stato appeso uno striscione sul Ponte Veronelli in Valbisagno.

All’ordine del giorno del consiglio comunale di giovedì la delibera proposta dalla Giunta al Consiglio “Iren S.p.a.”: ridefinizione dei vincoli statutari in materia di controllo pubblico e dei patti parasociali in essere tra i soci pubblici – Approvazione del nuovo testo di statuto sociale e dei nuovi patti parasociali. Trasferibilità delle azioni”.

Ieri, nella riunione della commissione comunale VI – Sviluppo Economico, presieduta da Gian Piero Pastorino (Fds) il sindaco Marco Doria ha riferito sull’incontro del 31 marzo scorso tra il Patto di sindacato Iren e i sindacati confederali, in cui le organizzazioni sindacali hanno preso atto della proposta di modifica statutaria attualmente sottoposta al voto dei vari Consigli comunali azionisti (il Consiglio comunale di Genova la voterà giovedì prossimo), tendente a rinforzare la presenza dell’azienda sul territorio con l’ingresso di ulteriori azionisti pubblici.
Nell’incontro i sindacati hanno sollevato alcune perplessità, ottenendo dai rappresentanti dei Comuni ampie rassicurazioni anche sull’intenzione della proprietà di favorire le relazioni sindacali. I sindaci ei comuni interessati (oltre a Genova, anche Torino e Parma) hanno inoltre sottolineato l’importanza di Iren come azienda sotto il controllo del pubblico e per la fornitura di servizi ai cittadini. Da parte dei Comuni, hanno detto, c’è anzi un impegno per una crescita dell’azienda mantenendone il controllo pubblico, che è per Iren un valore aggiunto. Sempre secondo gli enti pubblici azionisti, <L’andamento di Iren è buono: con i dividendi si può far fronte al debito, per cui si potranno forse contrattare condizioni migliori, e il Comune ha anche ottenuto una piccolo inaspettato introito, circa 680 mila euro>.
<Sono 23,3 milioni di euro i dividendi che Fsu, la holding che riunisce i comuni di Genova e Torino, detiene e gestisce una partecipazione del  35,96 % in Iren S.p.A., riceverà dalla multiutility che opera nei settori dell’energia elettrica, del gas, del teleriscaldamento, dei servizi idrici e energetici – dice Antonio Bruno, capogruppo della Federazione della Sinistra -. Quindi a Genova spetterebbero circa 11,6 milioni di euro. A meno che, come l’anno scorso, il consiglio di amministrazione della finanziaria non decida di impiegare questi fondi per coprire i debiti dovuti alla gestione fallimentare degli ultimi anni. Chiedo che i rappresentanti del Comune di Genova in Fsu, in particolare l’avvocato Alessandro Ghibellini, illustrino davanti al Consiglio che atteggiamento manterranno  all’interno degli organi societari quando decideranno l’utilizzo dei dividendi 2016>.
Intanto la Segreteria del Partito Democratico di Genovasottolinrea <l’importanza che questo passaggio riveste per il sistema produttivo genovese, di cui Iren è ormai a tutti gli effetti una delle realtà più significative>.
<Il consolidamento del ruolo di controllo dei Comuni sulla società attraverso il voto maggiorato – dicono in una nota Alessandro Terrile, segretario Pd Genova e Michele Malfatti, responsabile ambiente del partito nella nostra città – deve essere propedeutico ad un rilancio dell’iniziativa industriale del Gruppo Iren in termini di investimenti nella reti, occupazione ed estensione della presenza genovese e ligure della società soprattutto nel settore ambientale. La forza di Iren deve essere quella di un gruppo che privilegiando gli investimenti produttivi agli impegni di natura finanziaria trovi il giusto equilibrio tra la crescita dell’azienda e equità delle tariffe e sia in grado di far crescere intorno a sé un sistema di imprese fornitrici in grado di competere sulla qualità e non sul costo del lavoro. Nella stessa direzione deve andare il mantenimento dell’attuale assetto di Fsu, in quanto l’alleanza paritetica tra Genova e Torino ha rappresentato e rappresenta garanzia di solidità per Iren. In questo quadro, Genova rivendica la sede e il centro direzionale della società Ireti, di cui gli asset genovesi sono una parte fondamentale e all’interno della quale possono essere valorizzate le esperienze del nostro territorio nella gestione del ciclo idrico e del gas. Una rivendicazione, di cui Sindaco e Giunta comunale devono farsi promotori, non in contraddizione con la strategia da noi condivisa di rafforzare il ruolo della Corporate e di rendere più efficiente la struttura del Gruppo concentrando le società di primo livello nelle quattro linee di produzione fondamentali: reti, energia, ambiente e mercato. Siamo convinti che superata la fase elettorale di diversi comuni azionisti e con l’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione questa ed altre questioni potranno essere affrontate sulla base di valutazioni oggettive lontano dalle pur legittime istanze del consenso politico>.

 

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